Giocare con un neonato per stimolare il suo sviluppo fisico e mentale

Giocare con un neonato per stimolare il suo sviluppo fisico e mentale
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Essere genitori è un mestiere difficile: sebbene naturalmente tutte le mamme e i papà vogliano il meglio per i propri figli, molto spesso si incontrano delle difficoltà nel relazionarsi con un neonato al di là delle sue necessità primarie, come quelle della pappa, della nanna o del pannolino. Eppure, i primi mesi di vita sono importantissimi per lo sviluppo psicofisico: alla nascita, infatti, le connessioni neuronali nel cervello sono ancora immature, rendendo il cervello plasmabile e modellabile. Questo è l’argomento del libro “Stimolazione Infantile – Sviluppa al meglio l’intelligenza fisica, mentale ed emotiva del tuo bimbo” di Liliana Jaramillo: si tratta di un libro che, oltre ad approfondire la struttura e l’evoluzione della mente nei propri mesi di vita, fornisce anche dei semplici esercizi da fare a casa per aiutare il bambino a sviluppare le sue piene potenzialità.

 
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Piero Angela ha paragonato i primi mesi di vita di un bambino a una partita a scacchi: fare le prime mosse in maniera corretta porterà vantaggi considerevoli, mentre partire male porterà a un notevole svantaggio che non sempre sarà possibile colmare. Non a caso, iniziare a praticare sport oppure imparare una lingua straniera sono imprese molto più semplici nella prima infanzia; di contro, i bambini cresciuti negli orfanotrofi o che non hanno avuto attenzioni personalizzate soffrono spesso di gravi deficit di tipo cognitivo, sociale ed emozionale, che spesso non possono essere colmati neanche con la terapia.

Si tratta di una situazione particolare ed unica che riguarda l’essere umano: a differenza degli altri animali, infatti, i piccoli umani rimangono dipendenti dai genitori per un periodo di tempo molto più lungo, proprio perché il loro cervello è immaturo. Sta dunque ai genitori aiutare il bambino a crescere e a maturare, e ciò può essere fatto con una serie di giochi ed esercizi volti a stimolare il bambino dal punto di vista psicomotorio.

Un esercizio molto semplice, che probabilmente ogni mamma ha fatto almeno una volta stando seduti sul divano o sul tappetino, è quello del Bubù-settete: consiste nel nascondere il viso con le mani, dicendo al bambino qualcosa come “Dov’è la mamma?” o “Dov’è papà?” per poi mostrare il viso e dire Bubù-settete. Sebbene possa sembrare un gioco sciocco, permette ai neonati di sviluppare un concetto molto importante come la permanenza degli oggetti; ciò significa capire che un oggetto continua a esistere anche quando non lo si vede. Per un adulto sembra un concetto assolutamente scontato, ma per un neonato non è così. Inoltre, questo tipo di gioco consente al bambino di imparare che esistono turni nelle conversazione, migliorandone le potenzialità comunicative per il futuro.

Esistono poi altri giochi che si possono fare con appositi cartoncini oppure con dei burattini; bisogna tenere presente che i neonati non vedono ancora bene quanto un adulto, e che per questo motivo è necessario utilizzare colori vivaci e a contrasto, come ad esempio il bianco, il rosso e il nero. Spostando i cartoncini o i burattini, avvicinandoli e allontanandoli dal bambino, si stimoleranno le capacità visive e si aiuterà il bambino a imparare a vedere meglio.

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