Il neonato non segue lo sguardo quando si gioca?

Il neonato non segue lo sguardo quando si gioca?
3.9 8 voti

sguardo neonato giochi

 

Prendersi cura di un neonato non è semplice, specialmente se si è genitori alle prime armi: si ha sempre paura di fare qualcosa di sbagliato, e si cerca soltanto di fare il meglio per il proprio bambino. Per questo motivo, un comportamento come quello di un neonato che non segue lo sguardo del genitore durante il gioco può generare paura e preoccupazione: cos’ha il mio bambino? Perché non mi segue con lo sguardo?

Nella maggior parte dei casi, in realtà, si tratta di un comportamento normale e che non è assolutamente preoccupante. Subito dopo la nascita, infatti, i neonati si trovano immersi in un mondo pieno di stimoli che nell’utero non esistevano: suoni, odori, persone che lo toccano, che gli parlano e che vogliono attirare la loro attenzione. Il cervello di un neonato è ancora immaturo, e spesso non riesce a elaborare tutti questi stimoli contemporaneamente. Quando ciò accade, diciamo che il bambino manda un segnale di SOS, che sta per Signal of OverStimulation, o Segnale di Sovrastimolazione. In poche parole, è quello che accade se cerchiamo di sottoporre il bambino a una stimolazione eccessiva rispetto a quella che è in grado di accettare in quel momento. Si tratta di una situazione che si verifica più frequentemente nei bambini che nascono prematuri, e che dunque sono stati strappati troppo presto alla calma dell’utero.

Quando il neonato manda un segnale di SOS, possono verificarsi tre comportamenti:
Spacing Out, che si ha quando il neonato, di fronte a una stimolazione, rimane con lo sguardo fisso nel vuoto.
Switching Off, che si ha quando il bambino si “spegne”, guardando nella direzione opposta rispetto a quella in cui si trova lo stimolo che stiamo proponendo.
Shutting Down, che si ha quando il bambino si “chiude” allo stimolo, mostrandosi improvvisamente assonnato e chiudendo gli occhi.

Quando un bambino mostra un segnale di sovrastimolazione non bisogna insistere o continuare a stimolarlo; al contrario, quello che bisogna fare è ridurre o annullare lo stimolo e aumentare la cura. Ciò significa abbassare la voce e iniziare a parlare con tono calmo, distogliendo lo sguardo dal bambino e smettendo di proporre giochi o sonagli; per calmare ulteriormente il bambino sarà possibile mettergli le manine contro il petto, cullarlo o fasciarlo in una coperta. In generale, i neonati sono più recettivi al gioco quando hanno mangiato e non hanno sonno: cercare di giocare sul tappeto con un neonato stanco o affamato è quasi certamente un’operazione impossibile.

I segnali di sovrastimolazione non sono un gesto di rifiuto da parte del bambino, ma rappresentano una reazione pienamente naturale a uno stimolo che il cervello di un neonato non sa gestire: nel tempo, se gli stimoli verranno presentati adeguatamente, questi segnali saranno sempre meno frequenti, fino a scomparire del tutto.

Naturalmente, se un bambino presenta segnali del genere in maniera pressoché costante, potrebbe anche esserci una ragione medica: in tal caso sarebbe opportuno portare il bambino dal pediatra e farlo visitare, in modo da potere escludere qualsiasi possibile causa fisica del problema.

Potrebbero interessarti anche...